
21) Giovanni Duns Scoto. La teologia scienza argomentativa.
    La teologia, che ha per oggetto la Verit rivelata, non solo 
superiore a tutte le altre scienze, ma  pi nobile, cio di
natura diversa; la scientificit della teologia  del tutto
particolare: non mira a svelare la Verit, come fanno le altre
scienze e prima fra tutte la filosofia, perch la possiede gi, ma
a indicare all'uomo la via della salvezza eterna. La teologia 
quindi scienza eminentemente pratica

Summa theologica, I, 1, 8 (vedi manuale pagina 245).

1   La teologia  una scienza argomentativa. Infatti la nostra
teologia di fatto tratta di quelle cose che sono contenute nella
Sacra Scrittura e di quelle cose che possono venire dedotte da
esse; ma quando da una cosa anteriormente nota con qualsiasi lume
vien dedotta un'altra inclusa virtualmente in essa viene
realizzato un formale discorso; tale discorso non richiede
essenzialmente se non che il suo principio sia naturalmente noto
prima e come tale sia causativo dell'altro estremo del discorso:
dunque la nostra teologia  argomentativa [...].
2   Ebbene, questa scienza viene in aiuto ai pii e insorge contro
gli empi per propugnare le cose che sono state divinamente
insegnate nelle Sante Scritture o esponendo un luogo oscuro della
Scrittura attraverso un altro pi chiaro e pi evidente o
adoperando le altre scienze nella deduzione delle conclusioni
latenti e nella confutazione delle difficolt, e specialmente con
l'uso e l'applicazione della metafisica, affinch la verit della
Scrittura sulla Trinit e sugli angeli e sulle altre cose
intelligibili venga intesa. La teologia non pu fornire tutto
questo se non facendo uso dell'argomentazione e della deduzione di
una cosa dall'altra, cio delle cose meno note dalle altre pi
note con il lume della fede. Onde  necessario che l'abito
teologico sia assolutamente diverso dall'abito della fede infusa,
perch la scienza teologica non  posseduta da moltissimi fedeli,
bench credano bene e siano forniti pertanto della fede

(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume V,
pagine 141-142).

